Atteggiamento e intelligenza: come trarre il massimo dalle nostre risorse?

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atteggiamento intelligenza

Questione di…atteggiamento!

A tutti nella vita capita di essere messi alla prova: un esame, un colloquio di lavoro, una riunione importante….

E altrettanto ovviamente a tutti saranno toccati successi e fallimenti.

Eh si, perché spesso pur avendo le carte in regola per ottenere un ottimo risultato purtroppo non è andata come ci aspettavamo

Vi siete mai chiesti perché?

Competenza.

Una premessa è d’obbligo: qualunque sia lo scopo che ci siamo prefissati, dobbiamo impegnarci a fondo per raggiungerlo.

Non ci sono strade facili o mezze misure.

Dobbiamo fare quanto in nostro potere per essere preparati al meglio per le prove che ci attendono.

È necessario conoscere a fondo l’argomento che dobbiamo trattare.

Se il nostro scopo è eccellere, non possiamo certo accontentarci delle basi, o di una conoscenza superficiale: dovremo invece approfondire quanto più possibile affinché la nostra competenza sia completa.

L’intelligenza con la “I” maiuscola.

Va da sé che una mente pronta ed allenata può aiutarci non poco nell’acquisire le conoscenze necessarie.

E non parliamo solo di Q.I…..

Certo, un quoziente intellettivo alto ci favorisce, ma non è certo l’unico “sintomo” di intelligenza.

Il nocciolo della questione.

Essere molto intelligenti non serve a nulla se sprechiamo le nostre energie su inutili dettagli.

Intelligenza significa anche capacità di arrivare al cuore della questione.

Solo una volta compresi appieno gli elementi basilari di un progetto o di un argomento, infatti, siamo in grado di valutare quali concetti meritino un approfondimento maggiore.

Organizzazione = concentrazione.

Allo stesso modo, una buona organizzazione ci permette di ottimizzare il nostro impegno e di concentrarci meglio, evitando inutili sprechi di tempo e risorse intellettive.

Siate curiosi e di mente aperta!

La curiosità e l’apertura mentale ci favoriscono enormemente.

Ci spingeranno a scoprire nuovi dettagli, concatenati l’uno all’altro, finché non sapremo tutto, ma proprio tutto su un determinato argomento!

L’atteggiamento.

Come dicevamo, intelligenza e preparazione sono assolutamente fondamentali…ma da sole spesso non bastano!

Una ricerca dell’Università di Stanford (se volete approfondire qui trovate tutti i dettagli) ha messo infatti in evidenza la netta correlazione tra atteggiamento mentale e successo.

Statico o dinamico?

Sulla base di alcune precise caratteristiche il nostro atteggiamento mentale può essere identificato in due categorie: statico e dinamico.

 

La mente statica.

Una mentalità statica fatica ad adattarsi alle difficoltà, anche piccole.

In caso si presenti un ostacolo una mente statica manca della flessibilità necessaria a trovare facilmente un diverso percorso per raggiungere la meta.

Questo porta inevitabilmente al pessimismo: i problemi saranno ingigantiti, spesso fino a sembrare insormontabili.

Per una mente statica, inoltre, l’autoanalisi risulta più difficoltosa: l’insuccesso sarà imputato ad una serie di fattori esterni, assolutamente indipendenti dalla propria capacità e volontà e, quindi, non risolvibili personalmente.

Chi ha una mentalità statica finisce così per farsi prendere dallo sconforto, precludendosi autonomamente la capacità di migliorare e di raggiungere i propri obiettivi.

 

La mente dinamica.

La mente dinamica, al contrario, è portata a vedere qualunque ostacolo come una sfida.

Un problema diventa semplicemente qualcosa che deve essere risolto.

Per la mente dinamica, che si basa fondamentalmente su un inguaribile ottimismo, le difficoltà non sono altro che occasioni per imparare e migliorare sempre più!

Guardiamoci allo specchio.

Il nostro atteggiamento è senza dubbio strettamente collegato al nostro carattere.

Le esperienze ci segnano, a volte anche profondamente.

Dovremmo però sforzarci di essere sinceri con noi stessi: un’onesta autoanalisi mette a nudo le nostre debolezze, ma allo stesso tempo porta alla luce i nostri punti di forza.

Solo imparando a conoscerci potremo iniziare a lavorare per migliorare.

 

Impegniamoci a cambiare!

Per fortuna la nostra mente non è scolpita nel granito e, consapevoli di un atteggiamento che non ci è sempre amico, possiamo correre ai ripari.

Potrà essere un percorso breve e semplice, oppure lungo e faticoso: dobbiamo però sempre tenere a mente che sono le piccole conquiste di tutti i giorni che fanno la differenza…qualunque cammino, per quanto lungo, in fondo è sempre fatto di tanti piccoli passi!

 

Quale piccolo passo.

Riconoscendoci nelle caratteristiche di una mentalità statica, possiamo cercare di modificare il nostro atteggiamento.

Ecco 8 piccoli passi che possiamo decidere di fare ogni giorno:

  • mai cedere al pessimismo: possiamo sempre imparare dai nostri insuccessi, trovando in essi la spinta a migliorare, alla costante ricerca dell’eccellenza;
  • passione = motivazione: anche se le nostre doti naturali non sono enormi, la passione ci fornisce la motivazione necessaria a perseguire incessantemente il nostro obiettivo;
  • non lasciamoci bloccare dalla paura di sbagliare: non fare nulla ci evita gli errori ma ci impedisce anche qualsiasi passo verso la nostra meta;
  • niente incertezze: l’indecisione ci porta ad attendere quando dovremmo invece costringerci ad agire, trasformando i nostri timori in energia positiva; in fondo, chi non risica non rosica…e nell’attesa potremmo perderci un sacco di buone occasioni;
  • non ci sono limiti, possiamo sempre superare noi stessi: la vera competizione è contro di noi, le nostre insicurezze e le nostre paure; se siamo noi i primi a credere di non farcela, come potremo mai riuscire?
  • ottimismo e razionalità: pur consapevoli della possibilità di fallire è meglio aspettarsi sempre e comunque una vittoria. Così facendo manteniamo viva la nostra motivazione e la nostra spinta ad eccellere;
  • flessibilità: se ci si presenta un imprevisto, prendiamolo come un’occasione! Non dobbiamo fermarci a guardare la difficoltà: concentriamoci piuttosto per individuare una strada diversa, che ci permetta di superare l’ostacolo e raggiungere il nostro obiettivo;
  • mai lamentarsi: anche se le cose non vanno come previsto, non fermiamoci a recriminare; facciamo invece tesoro dell’esperienza e non ripetiamo lo stesso errore due volte; in questo modo saremo in grado di conoscere i nostri punti deboli ed agire per migliorarli!

Noi e gli altri.

Un vecchio adagio recita che “l’abito non fa il monaco”: sicuramente è vero…ma è altrettanto probabile che se il monaco non indossasse il proprio abito nessuno lo riconoscerebbe come tale, almeno a prima vista.

La visione che gli altri hanno di noi dipende in gran parte dal nostro atteggiamento.

La nostra intelligenza e le nostre conoscenze non ci porteranno da nessuna parte se le teniamo per noi.

Dobbiamo far sì che gli altri capiscano appieno quanto siamo competenti o brillanti o…qualsiasi altra cosa!

Un atteggiamento eccessivamente arrogante sarebbe ovviamente fuori luogo: probabilmente chi ci sta di fronte sarebbe portato ad interpretarlo come insolenza o sfacciataggine.

D’altro canto un eccesso di umiltà potrebbe far credere che noi stessi per primi non siamo convinti delle nostre argomentazioni.

Peggio ancora, troppa umiltà potrebbe addirittura essere scambiata per servilismo.

Il segreto è dunque trovare il giusto equilibrio, mostrando la giusta dose di sicurezza senza mai strafare.

La recita perfetta.

Un bravo attore, si sa, non deve solo conoscere a memoria il copione, deve anche farlo suo ed interpretarlo nel modo giusto.

lo stesso vale per noi.

Se il nostro interlocutore ci sta mettendo alla prova, ad esempio ponendoci domande che ci mettono in difficoltà, non dobbiamo far altro che attingere alle nostre conoscenze, rispondendo in modo chiaro e tranquillo.

Mai mettersi a gesticolare furiosamente, oppure balbettare come pecorelle smarrite.

Facciamo un bel respiro, concentriamoci e procediamo.

Se daremo l’impressione di esserci aspettati la domanda che ci è stata posta, il nostro interlocutore non penserà di essere riuscito a prenderci in contropiede!

Una questione di atteggiamento: il Supereroe.

Certo, tutto questo è relativamente semplice se siamo persone naturalmente sicure di sé, oppure se grazie alla nostra attività siamo già abituati ad interagire con un pubblico o a parlare con interlocutori non sempre amichevoli.

E se invece siamo di carattere più timido, come ce la possiamo cavare?

Un ottimo metodo per acquisire sicurezza e massimizzare la positività è la cosiddetta posa del supereroe: assumendo una postura positiva e vincente, anche il nostro atteggiamento assumerà le medesime caratteristiche.

Un metodo semplice per assicurarci maggiori possibilità di una buona performance!

Il potere della mente.

Dobbiamo sempre ricordare che la nostra mente ha un potere enorme.

Se siamo ottimisti, se crediamo in noi stessi, nelle nostre capacità e conoscenze, mostreremo sempre il nostro lato migliore, a chiunque ed in qualunque situazione.

Questo non può certo assicurarci un risultato positivo: ci darà però la sicurezza di avere fatto del nostro meglio.

Questo pensiero, nei momenti di difficoltà, sarà il nostro migliore alleato per trovare la prontezza di passare oltre, di reinventarci o di trovare soluzioni innovative.

E, se anche dovesse andare male, saremo in grado di analizzare l’accaduto con serenità e di ricavarne ogni utile insegnamento.

Se vuoi condividere il tuo pensiero sull’argomento lascia un commento oppure contattami: risponderò con piacere a domande o nuovi spunti sull’argomento!

A presto.

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