Avviare un’attività: i passi da compiere per non sbagliare.

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Avviare un’attività, sia essa per finalità commerciali o meno, potrebbe sembrare un’impresa impossibile.

Tanti gli elementi da definire.
Tantissimi i problemi da risolvere.

Con le differenze specifiche di ogni singola situazione, l’elemento più importante è avere ben chiari i passi da compiere.

Ciò ci permetterà di arrivare al traguardo nel miglior modo possibile, senza affanno e possibilmente anche senza errori.

Attività, prodotto o servizio: pari sono?

Scrivendo questo articolo mi sono resa conto che l’avviamento di una nuova attività ed il lancio di un prodotto o servizio hanno molti elementi in comune.

Non tutti, certo, ma buona parte dei passaggi fondamentali per avviare un’attività sono gli stessi che si rendono necessari anche in presenza di un progetto che riguarda prodotti o servizi.

Per questo motivo, pur riferendomi esclusivamente all’attività, mi sento di consigliare questo articolo, pur con le dovute differenze, in entrambe le situazioni.

L’idea imprenditoriale.

Avere un’idea (anzi, una buona idea) è il punto di partenza.

Troppo spesso ci facciamo prendere la mano da facili entusiasmi.

A volte l’entusiasmo si placa prima ancora che iniziamo a lavorare seriamente sull’idea che occupa i nostri pensieri.

Altre volte, invece, il nostro entusiasmo ci porta a non considerare le verifiche – preliminari ma indispensabili – che è necessario svolgere.

Un’idea che ci sembra perfetta potrebbe essere già stata proposta al mercato senza successo.

Oppure in tanti prima di noi potrebbero avere avuto la stessa intuizione, per cui ciò che proponiamo non sarà né innovativo né tanto meno esclusivo.

Prima di iniziare, quindi, molto meglio analizzare e decidere qual è, anche in sintesi, il nostro progetto imprenditoriale.

Il progetto imprenditoriale dovrà includere:

  • gli obiettivi;
  • la mission;
  • differenze ed elementi innovativi rispetto ad attività già esistenti;
  • eventuali fattori specifici che reputiamo potranno favorirne il successo.

Le verifiche preliminari.

Il passo successivo è svolgere ricerche mirate ad avere una visione chiara della bontà della nostra idea, di ciò che ci servirà per renderla reale e soprattutto del gradimento che potrà incontrare.

Il mercato: clienti, concorrenti e fornitori.

Innanzitutto è necessario conoscere il mercato all’interno del quale desideriamo svolgere la nostra attività.

  • Chi è il mio target (più comunemente definita buyer persona)?
  • Il mercato ha bisogno di ciò che ho in progetto di offrire?
  • E in che modo la mia attività risponderà a questo bisogno?
  • Quanto è ampia la domanda del mercato?
  • Esistono nicchie poco sfruttate o addirittura inesplorate?
  • Quanto è disposto a pagare il potenziale cliente?
  • Sono già presenti concorrenti? Quanti? Quali?
  • E come si posizionano commercialmente rispetto alla domanda di mercato?

👉 Queste sono solo alcune delle domande da porsi per capire gli elementi che ci interessa raccogliere sul nostro mercato di riferimento: ogni mercato ed ogni attività avranno infatti elementi peculiari che sarà utile conoscere;

👉 La raccolta delle informazioni che rispondono a queste domande è fondamentale per capire se all’offerta che ci proponiamo con la nostra attività corrisponde una richiesta del mercato;

👉 Conoscere la nostra buyer persona ci permetterà anche di definire come raggiungerla e conquistarla;

👉 Un’analisi accurata del mercato ci pone nella condizione di conoscere i nostri concorrenti e quindi di:

  • mettere a confronto la nostra attività con la loro per evidenziarne le differenze, sia in positivo che in negativo;
  • elaborare la nostra strategia per affrontare il mercato (cioè affiancandoci ai concorrenti o differenziandoci da essi);

👉 Ove necessario può essere utile includere nell’analisi del mercato anche una valutazione preliminare dei fornitori dei quali potremmo avere bisogno per lo svolgimento della nostra attività.

Il settore di attività: libero o regolamentato?

Il codice Ateco relativo all’attività che intendiamo avviare ci permette di sapere se tale attività è classificata come libera o regolamentata.

 Le attività libere.

Sono quelle per le quali non sono richiesti requisiti particolari né il rilascio di autorizzazioni, licenze o permessi specifici.

Le attività regolamentate.

Le attività cosiddette regolamentate richiedono il rilascio di autorizzazioni, licenze o permessi particolari.

In alcuni casi è necessario essere in possesso di requisiti specifici.

In altri invece è richiesto l’adempimento preventivo – cioè prima o contestualmente all’avvio – di uno o più adempimenti amministrativi.

Cosa fare?

A questo proposito il sito di Ateco è utilissimo.

È sufficiente digitare il codice Ateco assegnato alla nostra attività e il comune all’interno del quale desideriamo svolgerla.

Il sistema ci restituirà i dettagli sugli adempimenti necessari per l’avvio e lo svolgimento dell’attività stessa.

📝 Il supporto di un commercialista in questa fase aggiunge sicurezza ed affidabilità alle nostre azioni successive.

Forma giuridica.

Scegliere la forma giuridica della nostra attività è un punto fondamentale per definirne successivamente alcuni aspetti.

Ogni forma giuridica prevede adempimenti specifici (e relativi costi).

📝 Questa decisione deve essere presa con il supporto di un professionista che sia in grado di illustrarci, per ognuna delle singole possibilità, i vantaggi e gli svantaggi, così da dare al nostro progetto imprenditoriale la forma più idonea.

La struttura organizzativa.

Passo successivo è la struttura organizzativa, comunque collegata alla forma giuridica scelta.

Saremo imprenditori unici?

Pensiamo di avvalerci di soci?

Abbiamo in programma l’assunzione di collaboratori che ci supportino nella gestione dell’attività?

Avere le idee ben chiare fin dall’inizio ci permetterà di conoscere in anticipo le eventuali criticità da affrontare, nonché di stimare al meglio i costi che dovremo considerare.

Le risorse economiche.

Gli elementi che abbiamo appena visto sono fondamentali per la definizione di un’altra area molto importante: le risorse economiche necessarie per l’avvio e per la gestione della nostra attività.

A questo punto è quindi necessario quantificare:

– le spese di avviamento –

Sono le spese riferite alla fase iniziale dell’attività, che presumibilmente non si riproporranno successivamente.

Possiamo includere in questa categoria, ad esempio, l’acquisto di attrezzature quali cellulare, pc, stampante, arredi, eccetera.

– i costi di gestione –

Parliamo delle spese (fisse o variabili) da sostenere per la gestione ordinaria dell’attività.

Sono costi che ci seguiranno per tutta la durata dell’attività.

Riguardano ad esempio il personale, eventuali abbonamenti periodici, l’iscrizione ad associazioni di categoria o network professionali, l’acquisto di materie prime, le utenze, eccetera.

👉 L’analisi delle risorse economiche necessarie ci permetterà di capire se possiamo fare fronte direttamente ai costi da sostenere per l’avviamento;

👉 In caso contrario potremo valutare eventuali finanziamenti oppure l’intervento di investitori o sponsor che potrebbero rappresentare una soluzione ottimale per ovviare al problema.

I dettagli dell’attività.

Nome dell’attività e nome di dominio.

Scegliere il nome di un’attività è importante per vari motivi.

È ciò che caratterizzerà il nostro lavoro e ci differenzierà dai concorrenti.

Il nome diventerà la carta di identità del nostro business, attraverso la quale i potenziali clienti ci riconosceranno e ci cercheranno nel web e sui social.

È importante in questo senso valutare le caratteristiche dell’attività, il nostro mercato di riferimento e la clientela alla quale ci rivolgiamo.

Gli elementi da considerare sono tanti, molti dei quali in comune con la scelta del nome di dominio in caso decidessimo di avere anche un sito web.

Un nome azzeccato può fare la differenza tra successo ed insuccesso, per cui prestiamo attenzione ed agiamo per il meglio!

E il logo?

Stesse considerazioni per la scelta del logo, che rappresenterà la nostra identità visiva.

Pensiamo ai loghi dei grandi marchi: non ne citerò nessuno ma sappiamo bene quanto un singolo particolare ci ricordi immediatamente un determinato marchio.

Questo ci svela molto dell’importanza di scegliere un logo perfetto, che ben si abbini alla nostra attività ma anche ai nostri valori.

📝 In questo senso mi sento di consigliare di rivolgersi sempre a professionisti: grazie alle proprie competenze, riusciranno a creare un logo che ci rispecchi e che dia una marcia in più alla nostra attività.

Registrazione del nome o del marchio.

Dopo avere definito nome e logo della nostra attività sarebbe buona norma registrarli.

Ciò ci permette di:

  • tutelarli come segni distintivi della nostra attività;
  • impedire che altri possano usarli per farsi pubblicità;
  • evitare che soggetti terzi possano cercare di fingersi noi o la nostra attività.

I costi di registrazione non sono bassi ma nemmeno inaccessibili e tanti sono i soggetti che offrono questa tipologia di servizio.

Prendiamoci tutto il tempo per valutare questa opzione che potrebbe realmente metterci al riparo da fastidiosi problemi successivi!

Strategia aziendale e di marketing.

Un’attività deve funzionare, così come un prodotto o un servizio devono essere venduti.

Definire come raggiungere questo obiettivo è un elemento imprescindibile del nostro progetto (e del suo successo).

La nostra strategia aziendale dovrà quindi:

  • avere attinenza con il nostro mercato di riferimento e la nostra buyer persona;
  • tenere conto delle risorse a nostra disposizione;
  • comprendere, con il maggiore livello di dettaglio possibile, tutte le azioni di tipo commerciale, operativo o finanziarie che progettiamo di mettere in atto.

La strategia ed il piano marketing ci mostreranno invece più nel dettaglio in che modo pensiamo di raggiungere l’obiettivo fissato.

Senza addentrarmi troppo – perché non è il mio lavoro, mentre ci sono tanti professionisti che lo svolgono benissimo 😊 – parliamo di un piano operativo che comprende le azioni che desideriamo intraprendere in termini di comunicazione e promozione.

  • Utilizzeremo i social? E se si, quali?
  • Avremo un sito web?
  • Che tipo di promozione desideriamo utilizzare per raggiungere la nostra buyer persona?
  • Quali risorse economiche abbiamo a disposizione per farlo?

E via di questo passo…

Customer service.

L’attenzione verso il cliente è un aspetto fondamentale del nostro rapporto con i clienti o potenziali tali.

Troppo spesso, però, questo aspetto del business viene trascurato o quanto meno relegato tra le attività non prioritarie.

Secondo la mia opinione non c’è niente di più sbagliato!

Customer care e customer delight sono sicuramente tasselli fondamentali in un processo di acquisto: generano soddisfazione nel cliente e da qui spesso ne consegue la sua fidelizzazione.

Ecco perché scegliere come vogliamo coccolare il nostro cliente dovrebbe sicuramente rientrare tra gli elementi importanti della nostra attività.

Il business plan dell’attività.

Va bene, lo ammetto: era qui che volevo arrivare!

Si, perché tutte le informazioni raccolte e definite in precedenza sono ciò che ci serve per preparare il business plan della nostra attività.

Anche se non sempre è un divertimento predisporlo, credo che il business plan sia una condizione irrinunciabile per la realizzazione di un progetto imprenditoriale (ma anche per portarlo avanti).

Il business plan è di fatto la guida operativa e strategica di un’attività.

Dice cosa vogliamo fare.

Spiega come vogliamo farlo.

E indica anche quali risorse dovremo impegnare a tale scopo.

Personalmente lo considero un vero manuale di istruzioni da seguire per arrivare all’obiettivo prefissato.

Un valido supporto: il project management.

Se il business plan è un elemento imprescindibile del progetto, il project management è lo strumento che più di tutti può aiutarci nell’analisi, gestione, progettazione e pianificazione di tutte le attività delle quali dobbiamo farci carico.

Abbiamo visto quanti sono gli elementi da considerare e da definire.

Di alcuni potremo occuparcene direttamente, per altri ci affideremo magari ad altre persone.

Il project management può essere la soluzione giusta per:

  • definire tutti i dettagli del progetto;
  • studiarne ed analizzarne i singoli elementi;
  • pianificare tutte le attività necessarie alla sua realizzazione;
  • porre in atto quanto abbiamo elaborato;
  • verificare l’andamento del progetto (ed eventualmente correggere eventuali errori o imperfezioni).

Hai bisogno di aiuto?

Ho già confessato: amo il project management ed amo il business plan.

Ma posso accettare che non tutti abbiano i miei gusti. 😊

Contattami se pensi di avere bisogno di supporto per

✔️ avviare la tua attività

✔️ realizzare un business plan

✔️ organizzare il project management per un progetto che hai in mente.

Posso aiutarti ad organizzare i passaggi da compiere (o semplicemente offrirti una pacca sulla spalla nei momenti di sconforto).

 

Spero che queste informazioni possano essere utili a realizzare il tuo progetto!

Lascia un commento se hai dubbi o ulteriori suggerimenti sull’argomento: un confronto è sempre gradito!

Alla prossima.

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