La produttività come chiave del successo: il metodo “Eat that frog!”

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La produttività è “…il rapporto tra la quantità di output e la media ponderata degli input utilizzati nel processo di produzione…”.

Più semplicemente, essere produttivi significa ottenere il maggior risultato con il minore sforzo possibile.

È possibile sviluppare questa capacità?

Domanda retorica…certo che si!

Eat that frog!

Brian Tracy è un motivatore di fama mondiale, con all’attivo oltre ottanta libri incentrati sullo sviluppo del proprio potenziale e dell’efficacia personale.

Uno dei suoi libri più conosciuti è Eat That Frog!: Get More of the Important Things Done – Today! (disponibile anche nella versione italiana con il titolo Ingoia il rospo. L’arte di liberare il tempo e vivere liberi).

Ma cos’hanno a che fare rane e rospi con la nostra produttività?

Andiamo con ordine…

Mark Twain e la produttività.

Un famoso aforisma di Mark Twain recita più o meno così: “Se la prima cosa che fai la mattina è mangiare una rana viva, avrai la soddisfazione di sapere che quella sarà probabilmente la peggior cosa che ti capiterà in tutta la giornata”.

Partendo da questo presupposto (che personalmente riassumerei con “Peggio di così non potrà andare” 😊), Brian Tracy ha sviluppato un metodo semplice e diretto per migliorare la propria produttività, traendone anche soddisfazione!

Il metodo consiste, in estrema sintesi, nell’occuparsi prima di tutto del compito più arduo o sgradito.

Una volta “archiviato” quello, la giornata ci sembrerà tutta in discesa.

Si tratta, insomma, di disciplinare noi stessi, impegnandoci a svolgere per prime le attività più ostiche, quelle che normalmente tenderemmo a posticipare ancora e ancora.

Procrastinare all’infinito, tra l’altro, ci porta a rimuginare continuamente su attività che riteniamo fastidiose.

Ciò aggiunge il danno (l’ansia aumenta ogni volta che ci pensiamo) alla beffa (l’attività sgradita attende sempre il nostro intervento).

Ragione di più, quindi, per smettere di rimandare e togliersi il pensiero una volta per tutte!

Partiamo con alcune premesse:

La gestione del tempo.

Chi non si è mai trovato almeno una volta a combattere contro il tempo, desiderando di poter rallentare le lancette dell’orologio con la sola forza del pensiero?

Purtroppo è una battaglia persa in partenza.

Non abbiamo alcun controllo sul tempo: per quanto ci sforziamo, continuerà implacabilmente a scorrere.

Quello che possiamo fare è, semplicemente, imparare a gestirlo per trarne il meglio!

Si tratta di un argomento a me molto caro.

Il tempo è il nostro bene più prezioso e usarlo bene significa migliorare la nostra vita.

Non a caso ho deciso di incentrare la mia attività proprio su questo concetto: DARE PIÙ VALORE AL TEMPO.

Se ti interessa approfondire l’argomento della gestione del tempo sei sicuramente nel posto giusto!

Scorrendo gli articoli del mio blog potrai trovare indicazioni utili su come sfruttare al meglio le tue giornate, suggerimenti per risparmiare tempo prezioso ed anche i principi fondamentali della delega.

E se ti interessa saperne ancora di più non devi fare altro che contattarmi!

Poco ma buono.

Occuparci ogni giorno di un’infinità di cose non ci porterà al successo e nemmeno alla felicità.

Spesso ci troviamo ad annaspare tra decine di piccoli compiti che finiscono per farci perdere buona parte del tempo limitato che abbiamo a disposizione.

Stabilire le priorità, decidere cosa merita davvero la nostra attenzione, quali attività possono essere accantonate e quali compiti è invece necessario delegare: questo è in ultima analisi l’unico metodo che abbiamo per dare più valore al nostro tempo.

Ci sono diversi metodi che possiamo utilizzare per aiutarci nella scelta dei compiti da svolgere, accantonare o delegare.

Tra i tanti disponibili mi sento sicuramente di consigliarti:

L’importanza delle conseguenze.

Quale che sia il metodo che decidiamo di usare per stabilire le nostre priorità dovremo però innanzitutto dare ad ogni attività la giusta importanza.

Il trucco è quello di pensare agli effetti derivanti dal portare (o non portare) a termine un’attività.

Se le conseguenze sono trascurabili, allora anche il compito in questione dovrebbe essere considerato tale (e viceversa nel caso in cui le conseguenze fossero rilevanti).

In questo modo saremo in grado di avere ben chiaro:

  • ciò che è veramente essenziale;
  • ciò che può essere posticipato (o riservato ai momenti in cui siamo liberi o abbiamo un minor carico di lavoro);
  • ciò che, semplicemente, possiamo evitare di portare a termine.

Scegli la tua rana.

Definiti i compiti dei quali dobbiamo necessariamente occuparci, il passo successivo è la classifica delle rane 😲.

Quasi inutile chiarire il concetto: dobbiamo ordinare le attività dalla più sgradita alla meno sgradita.

Restando fedeli a quanto declamato da Mark Twain, la scelta sarà a questo punto obbligata e piuttosto semplice: dobbiamo iniziare dalla prima attività della nostra classifica, cioè dall’attività che, per qualunque motivo, troviamo più difficile ed impegnativa.

Le regole per il successo del metodo.

Questo metodo è utile ed efficace per la nostra produttività, a patto che seguiamo poche ma fondamentali regole:

Una rana alla volta: il multi-tasking è nemico della produttività!

Per quanto il multi-tasking sia una meravigliosa tentazione, non sempre è veramente un nostro alleato.

Occuparci contemporaneamente di più cose nello stesso momento può essere sicuramente di aiuto in alcuni casi, ma solo se ciò non ci distrae dalla nostra attività prioritaria.

Possiamo ad esempio inviare una richiesta di informazioni che ci servono per svolgere un certo lavoro e, nell’attesa della risposta, occuparci d’altro.

Dovremmo invece evitare il più possibile di saltare ripetutamente da un compito ad un altro.

Sconsigliato, ad esempio, rispondere ad una telefonata mentre stavamo gestendo una mail su tutt’altro argomento.

Questo comportamento avrà il solo effetto di interrompere la gestione della mail, perdere la concentrazione e lasciare un lavoro a metà, impiegando poi molte più risorse ed energie per focalizzarci nuovamente su quanto lasciato in sospeso.

Non dimentichiamo che la concentrazione è una nostra grande alleata.

Mantenere l’attenzione su ciò che stiamo facendo ci permette di terminare in minor tempo e di ottenere un risultato migliore.

Potremo così passare al compito successivo senza ansie inutili.

Positività e produttività: i due lati della stessa medaglia.

L’atteggiamento con il quale affrontiamo le difficoltà influisce enormemente sui risultati che otteniamo.

Questo meccanismo è applicabile a qualunque compito dobbiamo svolgere: se ci focalizziamo su quanto un certo lavoro sia noioso o difficile, ne ricaveremo solo ansia e sconforto.

Dovremmo invece sforzarci di vedere la situazione come una sfida: più il compito è difficile, maggiore sarà la soddisfazione nell’averlo svolto con successo!

Niente scorciatoie.

La tentazione di cadere nelle nostre (cattive) abitudini è sempre grande, soprattutto se siamo molto impegnati.

Se vogliamo migliorare la nostra produttività dobbiamo però necessariamente sforzarci di abbandonare la nostra comfort zone.

Per migliorare la nostra forma fisica facciamo ginnastica: allo stesso modo dobbiamo letteralmente allenare il nostro cervello.

Non perdiamo occasione per sollecitare la nostra mente.

Cerchiamo sempre nuove sfide.

Studiamo modalità diverse di portare a termine un compito.

La nostra mente ha un potenziale pressoché illimitato: allenandola costantemente scopriremo di poter fare sempre di più e sempre meglio.

Impegno, sempre.

Una volta iniziato un lavoro dobbiamo impegnarci al massimo delle nostre possibilità per portarlo a termine.

Fare le cose “tanto per farle” non ci permetterà di migliorare.

Pur avendo portato a termine il compito, non ne avremo ricavato nulla.

L’impegno messo in ogni singola attività sarà invece la scintilla per dare il meglio ed imparare qualcosa.

Non solo avremo modo di sfoggiare la nostra abilità, ma avremo di fatto migliorato noi stessi.

La consapevolezza di esserci impegnati a fondo e di avere personalmente contribuito a qualcosa sarà inoltre una sicura fonte di soddisfazione: fare bene significa anche rispettare se stessi.

Le regole della produttività non valgono per tutti: ad ognuno il suo.

Il metodo Eat that Frog è sicuramente valido per migliorare la nostra produttività e rendere più semplici e leggere le nostre giornate.

Non possiamo però non considerare alcune eccezioni.

Cronotipo e produttività: due lati della stessa medaglia.

Ognuno di noi ha caratteristiche ben precise che influiscono sulla produttività personale.

Per citare un proverbio molto comune, se è vero che il mattino ha l’oro in bocca è altrettanto vero che non tutti di prima mattina sono al top della forma.

Potrebbe quindi valere la pena di personalizzare il metodo Eat that Frog anche in quest’ottica.

Una volta valutato qual è il nostro cronotipo saremo in grado di costruire la nostra personale classifica delle rane anche in base a questo elemento, decidendo di far coincidere la nostra attività più sgradita con il momento della giornata in cui siamo in grado di dare il meglio di noi stessi.

Un lupo oppure un delfino, ad esempio, farebbero probabilmente meglio ad iniziare la giornata con attività leggere, semplici o ripetitive.

Un orso invece non avrà alcuna difficoltà ad inserire l’attività più pesante come primo impegno della giornata.

Produttività e potere decisionale.

Purtroppo non sempre abbiamo il pieno controllo sulle nostre attività e su come svolgerle.

In caso di attività subordinata (ma può capitare anche collaborando con un cliente), ad esempio, è probabile che non ci sarà possibile decidere in autonomia quali compiti svolgere e quali accantonare.

Sull’onda dell’ennesima emergenza potremmo anche non essere in grado di stabilire priorità realistiche per ogni attività.

In questo caso l’unica soluzione possibile è…fare buon viso a cattivo gioco.

Applicare le regole ogni volta che ci è possibile ci permetterà di ottimizzare il nostro lavoro almeno in parte.

Se poi riuscissimo a dimostrare la bontà del metodo che vorremmo applicare per essere più efficienti, questo potrebbe essere l’elemento giusto per convincere chi ha potere decisionale e cambiare la situazione una volta per tutte (iniziando finalmente a lavorare meglio)!

Mix & Match: un metodo a nostra immagine e somiglianza.

Lo dico per gli strumenti di produttività, lo ripeto per i metodi volti ad aumentarla: nessun metodo è il migliore in senso assoluto.

Ciò che dobbiamo invece sforzarci di trovare è il metodo migliore per noi, per la nostra attività, per le nostre inclinazioni personali e per la nostra metodologia di lavoro.

Sentiamoci liberi di modificare, sperimentare, creare di sana pianta.

Prendiamo da ogni metodo solo ciò che ci sembra il meglio, integriamo le varie parti e costruiamo un metodo ad hoc.

Solo in questo modo saremo in grado di trovare, realmente, la nostra strada verso una migliore produttività!

Concludendo.

Come detto non esiste un metodo universalmente valido o che sia oggettivamente migliore di un altro.

Ciò che è veramente importante è la consapevolezza con cui approcciamo la nostra attività e la nostra professionalità.

Analizziamo noi stessi, riconoscendo i nostri punti di forza così come le nostre debolezze.

Interessiamoci alle metodologie di miglioramento personale e della produttività, impariamoli e facciamoli nostri.

Solo in questo modo potremo trovare il nostro personale metodo per esprimere al massimo il nostro potenziale.

Se vuoi condividere il tuo pensiero o approfondire l’argomento lascia un commento oppure contattami: sarò lieta di conoscere la tua opinione!

A presto!

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